C’è così tanto contenuto all’interno di una parola così semplice: YOGA. Ma che cos’è lo Yoga? Lo yoga negli anni è stato occidentalizzato e ad oggi viene classificato in Italia come “disciplina sportiva”, tant’è che persino nei diplomi di formazione e nell’apertura delle associazioni sportive la parola Yoga ha dovuto lasciare spazio alla parola “ginnastica yoga” per essere riconosciuta.
Che cos’è lo Yoga nell’immaginario collettivo?
Per la maggior parte delle persone l’immagine occidentalizzata dello yoga si racchiude in una bellissima donna intenta ad assumere le asana, posizioni, più astruse e complicate, oppure nell’immagine di una persona seduta a meditare o al massimo a praticare il nadi shodana, motivo per cui ho avuto una certa resistenza nell’approcciarmi a questo mondo all’inizio!
Nel 2007 al ritorno dal mio viaggio in India fu un insegnante di yoga che abitava vicino alla casa dei miei genitori a venire a farmi visita per convincermi ad accedere ad una delle sue classi. Non volevo farlo perché vedevo lo yoga come una cosa che andava di moda mentre io mi ero avvicinata all’india per lo spirito di devozione, la meditazione ed i canti. Ma ero giovane, avevo 17 anni e tanta voglia di vivere questo “mondo spirituale” di cui ero innamorata, così accettai e quello fu il mio “battesimo yogico”.
Questo è ciò che avviene per la maggior parte di noi occidentali, ci approcciamo allo yoga senza sapere cos’è lo Yoga, attraverso la pratica corporea delle asana e da lì iniziamo a capire che qualcosa cambia in noi, o meglio che qualcosa si risveglia in noi, e lo riconosciamo. Così iniziamo ad approfondire e scopriamo che c’è un mondo dietro alla ciò che racchiudiamo nella parola “Yoga”.
Yoga è unione: lo sapevi?
Abbiamo occidentalizzato lo yoga e facendolo lo abbiamo desacralizzato da quello che davvero è. Oggi stiamo cercando di recuperare questa sacralità ricucendo questa frattura tra oriente ed occidente a partire dal suo significato: Unione.
Oramai tutti sappiamo che Yoga significa unione, o almeno una volta tutti lo abbiamo sentito dire, e attorno a questa abbiamo costruito un sacco di immagini e bellissime frasi, a partire da “ lo yoga è unione di mente, corpo e spirito”.
Te lo insegnano anche nelle scuole di formazione. Ma questo non basta per descrivere cos’è lo yoga e il vero significato e il senso dello yoga. Perché lo yoga non è una disciplina, ma è un vero e proprio modo di vivere la vita, è qualcosa di molto più profondo e questo io l’ho compreso con gli anni.
Ce ne parla Patanjali nei suoi yoga sutra: prima delle Asana ci sono Yama e Nyama: regole, stili e comportamenti di vita che dovrebbero essere del tutto naturali in noi. Come viviamo la vita di tutti i giorni fa la differenza, influenza tantissimo la nostra percezione delle cose e della realtà. Poi ci sono le Asana, posizione che servono per sbloccare il corpo, incanalare certi tipi di energia e liberarlo, predisponendolo alla scienza del respiro.
Asana e respiro (pranayama), yoga e concentrazione, sono dei mezzi ma non sono lo yoga. Assieme allo stile di vita asana e pranayama sono degli strumenti che ci servono per togliere. Sono la disciplina, l’arte del togliere, del liberare, del fare spazio in noi per sentire, per ascoltare, per allinearci trascendendo i sensi e mantenendo una concentrazione tale da entrare in meditazione profonda: la strada per tornare a casa dentro di noi.
Quindi riassumendo tutto che cos’è lo yoga?
È un modo di vivere la vita per tornare a casa dentro di te. Tornare in quel luogo di pace e amore sconfinato dove non esiste tu o io ma esiste solo “noi”.
Quali sono le vie possibili da percorrere? Le vie sono tante, possono essere tutte e nessuna allo stesso tempo. A volte sono necessarie le asana ma a volte no, a volte possiamo vivere il senso dello yoga anche con una semplice passeggiata silenziosa immersi nella natura dove sperimentiamo il senso di unione con il tutto, con ogni elemento che ci circonda, con l’immensità della terra e i suoi abitanti e con la vastità del cielo sopra e per farlo, per viverlo, dobbiamo abitare il momento presente ed esserci, nel qui ed ora.
Stiamo facendo yoga quando offriamo un servizio disinteressato a qualcuno, quando creiamo qualcosa, quando amiamo, cantiamo, abbracciamo, meditiamo e pratichiamo. Quando le nostre parole sono allineate con al nostra verità interiore, anche questo è yoga; ma personalmente sottolineo sempre l’importanza di tornare alla corporeità per liberare tensioni e condizionamenti limitanti che portiamo nel nostro subconscio e nella memoria cellulare corporea, ritengo che questo sia un punto fondamentale, ma per esserlo dobbiamo farlo con amore e nella piena presenza.
La pratica dello yoga è la pratica della presenza
È essere totalmente presenti a noi stessi e a ciò che c’è attorno a noi, siano questi oggetti apparentemente inanimati o persone, animali, vegetali. Lo yoga è presenza nel flusso della vita e, quando siamo nel flusso della vita, si aprono a noi infinite possibilità ed abbiamo modo di cogliere gli insegnamenti dalla più piccola, e apparentemente insignificante, cosa che si rivela a noi.
Quando siamo nel flusso della vita noi siamo all’interno del potenziale infinito, diventiamo il tutto: ecco il senso di unione.

Se parliamo di yoga solamente come unione di mente, corpo e spirito non è sufficiente perché questo già sta avvenendo in noi nel momento in cui siamo qui, siamo vivi e stiamo facendo un’esperienza umana. Se corpo, mente e spirito fossero disgregati non saremmo qui, non staremmo vivendo, io non starei scrivendo e tu non staresti leggendo. Per cui lo yoga ci aiuta solamente a divenire consapevoli della nostra totalità, del tutto che già ci appartiene e che si svela anche attorno a noi in ogni singolo istante.
Come ci arriviamo è un cammino soggettivo per ognuno di noi, ma la cosa per me fondamentale, il vero segreto, è mettersi in ascolto per percepire il giusto sentiero da cui cominciare.
La via del ritorno a casa può partire dall’ascolto del corpo, dal ritorno al corpo onorandolo nella sua sacralità. Può essere l’entrare nel corpo attraverso un movimento, attraverso le asana, attraverso il respiro, attraverso una corsa o una danza, attraverso ciò che ci fa sentire parte di un unico flusso. Oppure può essere attraverso il silenzio, nelle diverse forme di meditazione, nel canto o nell’espressione di una passione come la pittura o l’orticoltura che ci porta allo stadio di dharana, la concentrazione, ciò che precede la meditazione e ci invita ad entrare nel silenzio e nella totalità. Ognuno ha il proprio modo ed ogni modo ed ogni modo è quello giusto per quella persona.
Lo yoga non è un vestito prefabbricato da indossare, non è la classe di asana perfette. Lo yoga è come tu vivi la vita di tutti i giorni, è la presenza piena di cuore in tutto ciò che vivi e che esprimi al mondo.
Quindi per questo voglio ricordarti che chiunque tu sia e ovunque tu ti trovi non conta dove stai andando, conta quanta presenza c’è, quanto amore ci metti.
Non conta qual è la destinazione, quanti saranno i successi e quanti i fallimenti, conta con quanto cuore cammini in questo mondo e se saprai affidarti sarà la vita a portarti a destinazione perché il cuore sente tutto e riconosce la sua strada.
La pratica è importante, ma la vita è l’insegnamento, lì c’è la chiave dello yoga e non dovremmo dimenticarlo mai. Vuoi avvicinarti a questo modo di vivere e fluire? Scopri i miei percorsi di yoga.
