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Il potere della Sadhana nella vita quotidiana

Con la parola Sadhana si intende una pratica spirituale quotidiana, una pratica che viene portata avanti con continuità e perseveranza dal singolo o da un gruppo di persone. È un momento che ci ritagliamo nella nostra quotidianità per lavorare sulla nostra interiorità, per nutrire la scintilla divina che vive in noi affinché possa guidare i passi nella nostra giornata.

Una Sadhana al giorno…

Fare una sadhana con costanza tutti i giorni, meglio ancora se riusciamo alla stessa ora, può portare grandi cambiamenti in noi. È come la goccia che cade con ritmo e continuità e riesce a levigare e plasmare la roccia.

Una cosa che mi piace sempre ricordare a chi si approccia le prime volte a queste pratiche, e desidera cambiare la propria vita, è che non possiamo pretendere un cambiamento troppo veloce e repentino in noi, anche se so bene che la mente lo desidererebbe. Viviamo in una società così prestante e dai ritmi così veloci che pretendiamo dei risultati immediati.

A volte manca quella pazienza gentile e amorevole nei confronti di noi stessi.
Se il cambiamento fosse veloce e repentino sarebbe un vero e proprio stravolgimento per noi e per il nostro sistema, e sarebbe qualcosa che non riusciremmo a sostenere. La potenza di un uragano o di un tornado in arrivo è qualcosa che stravolge e distrugge, non possiamo sostenerlo, ma la potenza ritmica e costante di una singola goccia d’acqua è ciò che trasforma e scalfisce anche la roccia più dura.

Questa è la Sadhana per me: la goccia che trasforma con ritmo e perseveranza

Sadhana quindi va a braccetto con disciplina, e la disciplina è ciò che ci porta a praticare tutti i giorni con costanza.  La sadhana ti solleva prendendoti per mano e facendoti uscire dalla tua zona di comfort. Non è facile in effetti ritagliarsi del tempo per se stessi tutti i giorni, soprattutto con lo stile di vita che qui in occidente conduciamo, ma se non lo facciamo, se trascorriamo tutto il nostro tempo solamente sulla produttività esteriore e non interiore, che senso ha la nostra esistenza?

C’è qualcosa di più del singolo corpo produttivo, c’è qualcosa di più del tempo che scorre e che ci porta a crescere, evolvere ed invecchiare. C’è qualcosa di più che ci chiama per alzarci dal letto al mattino.

Com’è strutturata una Sadhana?

Anche se sono un’insegnante di kundalini, mi piace la Sadhana che può essere fatta di ciò che vuoi tu. 

Se prendiamo in considerazione la parola yoga la sadhana deve portarti a vivere il senso di unione con il tutto. Può essere una pratica di asana od un kriya, ma non è necessariamente solo quello.

La pratica fisica è fondamentale per muovere il corpo, per prepararlo e purificarlo in modo da creare spazio e vivere la vita con la giusta intensità e la giusta consapevolezza. Troppo spesso ci dimentichiamo del nostro corpo che andrebbe onorato in quanto sacro mezzo che c’è stato dato per fare esperienza in questa vita. Viviamo con un corpo pigro e rigido ed una mente veloce e confusa… eppure il nostro corpo è stato programmato per muoversi e nel nostro dna giace quest’informazione importante: l’essere umano non è nato sedentario, è nato nomade e a contatto con la natura. L’essere umano è sempre stato in movimento e non abbiamo idea di quanto le nostre vite sedentarie spengano la nostra energia vitale e influiscano sul nostro umore, sulla mente e la percezione della realtà. Dovremmo prenderci del tempo ogni giorno fare un po’ di movimento corporeo e, allo stesso modo, una buona pulizia mentale. Dovremmo prenderci del tempo tutti i giorni per liberare ciò che tratteniamo nel corpo e per svuotare il nostro subconscio attraverso la meditazione e questo è importantissimo e quasi sempre, purtroppo, sottovalutato. 

Nello stesso modo in cui andiamo ogni giorno al bagno e ci facciamo la doccia per pulire e lavare il corpo fisico dovremmo svuotare e pulire la nostra mente.

Di cosa è fatta?

Comunque la Sadhana non è necessariamente fatta di sola yoga e meditazione, può essere anche fatta di mantra, di letture, di passeggiate nella natura e di servizio seva (servizio disinteressato).

La cosa importante per me è cercare ogni giorno di uscire dalla nostra zona di comfort per espandere la visione ed aprirci a nuove opportunità. Per esempio in questo momento della mia vita la mia sadhana è fatta di servizio amorevole a dei capretti appena nati che sto accudendo assieme alle loro mamme che hanno bisogno di me tra mastiti e altre problematiche e per me questo è stato “uscire dalla mia zona di comfort” e fare qualcosa che non avevo mai fatto prima.

Sono abituata ad alzarmi prestissimo per praticare o condurre a mia volta le Sadhane per il gruppo (scopri i miei percorsi di yoga lunghi) e questo cura amorevole che richiede tempo verso i capretti ha messo in pausa per un pochino la mia pratica quotidiana e mi insegnando tantissimo nutrendo il senso di unione cosmica in un altro modo.

Sadhana-quotidiana-meditazione

Quindi trascendendo l’idea della “pratica” come fine a se stessa Sadhana diventa la nostra quotidianità quando viene vissuta con consapevolezza, ma questo non deve giustificarci e farci adagiare nella nostra “comfort zone”, la pratica è davvero importante per iniziare a produrre un cambiamento.

E nel kundalini yoga?

Nel Kundalini yoga la Sadhana generalmente si svolge al mattino presto (si inizia alle 4.30/5 del mattino) ed è composta dalla lettura del testo sacro del Jap Ji (i primi 30 minuti), riscaldamento del corpo, svolgimento del Kriya, Meditazione e canto dei mantra aquariani. Il tutto per una durata di circa 2,30 ore. 

La Sadhana completa può sembrare molto impegnativa, ed in effetti per molti aspetti lo è, a partire dall’orario, ma rigenera le cellule e il sistema nervoso a livello profondo donandoci una nuova marcia per vivere la nostra giornata.

Si dice le due ore prima del sorgere del sole siano le ore più propizie per lavorare su di noi, in particolare questa è l’ora in cui il nostro subconscio viene a galla ed è molto più facile quindi svuotarlo da tutti i condizionamenti e la spazzatura mentale che portiamo con noi. Le due ore prima del sorgere del sole viene anche chiamata “l’ora degli angeli” e questo perché è un’ora così silenziosa (tutto il mondo dorme) che possiamo realmente udire suoni molto sottili, a volte non udibili. Oltre al silenzio sconfinato quello che accade in realtà è una grande espansione del nostro corpo sottile, del corpo pranico e del campo elettromagnetico. 

Il pianeta terra ha un suo campo elettromagnetico, questo campo subisce delle leggere variazioni nell’arco della giornata. 

Nelle due ore prima del sorgere del sole l’inclinazione che i raggi solari formano con la terra creano un’espansione del campo elettromagnetico terrestre. Anche noi umani abbiamo un campo elettromagnetico. Il nostro corpo fisico è fatto anche di corrente, sembra strano perchè siamo abituati a pensare alla corrente che abbiamo nelle nostre case ma i nostri neuroni comunicano grazie a degli impulsi elettrici, il sistema nervoso è corrente elettrica e persino il nostro cuore batte per grazia di impulsi elettrici. La corrente genera magnetismo ed ecco il nostro campo elettromagnetico: invisibile ma estremamente presente. 

Perché vi dico tutto questo?

Perché il nostro campo elettromagnetico è connesso con quello terrestre dal momento in cui siamo parte della terra, viviamo nella terra, camminiamo nella terra; e quindi anche il nostro campo elettromagnetico subisce una variazione assieme al campo elettromagnetico terrestre nell’ora magica, o ora propizia. Le esperienze che possiamo fare in quest’arco di tempo sono esperienze che si espandono oltre il tempo. La percezione che abbiamo a quell’ora del mattino è proprio quella di vivere un momento fuori dal tempo e dallo spazio. Ci connettiamo più nitidamente con quella sorgente infinita presente in noi, attorno a noi, dalla notte dei tempi. 

Quindi è sfidante alzarsi quando ancora tutto dorme ed è buio?

Sì, lo è, ma è anche assolutamente trasformativo quindi ti consiglio di provarlo, almeno una volta nella vita!

E poi l’altro aspetto favorevole dell’alzarsi presto al mattino è che poi hai tutta la giornata davanti a te! se non riesci a ricavarti del tempo nella tua quotidianità, per lo stile di vita che conduci, alzarti presto al mattino potrebbe essere il modo per poterlo fare e ti assicuro che ne varrà la pena! È vero che alzandoci prima portiamo via un po’ di tempo al sonno ma queste pratiche rigenerano a livello sottile, sono puro nutrimento spirituale e ti ricaricano per il resto della giornata, a volte più di una dormita! 

Dormire è fondamentale per il nostro benessere, potremmo scegliere di coricarci un po’ prima alla sera se scegliamo di seguire una sadhana e non vogliamo giustamente privarci del sonno al mattino, ma spesso il sonno non ci ricarica comunque abbastanza mentre la sadhana sì.

Non necessariamente bisogna alzarsi alle 4.30 del mattino e seguire una sadhana completa di 2 ore e mezza tutti i giorni, a volte basta alzarsi anche alle 5.30 o alle 6.00 e prendersi 20-30 minuti sacri per se stessi prima di cominciare la giornata. Non è la quantità ma la qualità e la perseveranza che fanno la differenza. È la costanza che premia quindi meglio meno ma fatto bene e con costanza che troppo con il rischio di lasciare le cose a metà. 

Per questo motivo preferisco proporre Sadhane più accessibili ad orari non troppo estremi e non troppo lunghe: per offrirvi la possibilità di provare e di costruire la vostra disciplina che sarà ciò che davvero darà svolta alla vostra giornata, a voi stessi e alla vostra vita.

In conclusione se non hai mai provato una Sadhana, almeno una volta nella vita ti consiglio di farlo. Se invece già hai una tua Sadhana personale il mio augurio è che tu non smetta mai di cercare, di rinnovarti, di riaffermarti! Non impigrirti, la vita è adesso ed attende che tu la possa respirare a pieni polmoni. Rimani sempre disponibili ad incontrarti, a scoprirti e a spingerti fuori tua vostra zona di comfort, a osare… Ne vale la pena! Contattami se stai cercando la Sadhana giusta per te!

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